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Henri Cartier-Bresson
Antiche famiglie di Casanova di Varazze I
I documenti più antichi dove si possono trovare notizie sulle antiche famiglie di Casanova risalgono al 1450. All' archivio di stato di Savona, nei fondi dei notai distrettuali, si possono visionare gli atti del notaio Nicolò Bertolotto di Varazze, che iniziano dal 1450. E anche all' archivio storico del comune di Varazze i registri di contabilità comunale partono dal 1450.
Proprio sui libri di contabilità comunale troviamo i più antichi elenchi di capi famiglia, che pagavano l'avaria, una tassa sulla proprietà.
Il paese in quel tempo era formato da due borghi: Casanova Alta e Casanova Bassa, divisi e rivali tra loro. Erano con Alpicella, Cantalupo e Castagnabuona le cinque frazioni di Varazze e insieme ai rioni del Borgo, Solaro e S.Nazaro, i loro rappresentanti componevano i due consigli comunali: minore e maggiore.
Varazze era sotto il dominio della Repubblica di Genova e dal 1343 faceva parte della podesteria "Varazze-Celle-Albissola", con sede del podestà a Varazze.
L'Italia era divisa in tanti stati: piccoli e grandi. Al nord i più potenti erano il ducato di Milano e la repubblica di Venezia. Al centro-sud, la Signoria di Firenze, lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli, erano accomunati da grandi mire espansionistiche.
La Repubbica di Genova, per avere più forza nel Tirreno per combattere i pirati e i turchi, stipulò accordi con Pisa, altra repubblica marinara,. Non solo contrastò l'espansionismo mussulmano, ma si espanse a sua volta alla Corsica, alla Sardegna e lungo il Mediterraneo.
Nessuno degli stati italiani aveva la forza per difendersi dalle grandi potenze straniere dello alto Medio Evo, ovvero il Regno Spagnolo,Francese, Inglese, l'impero Germanico, Austro-Ungherese e Ottomano e in epoche diverse subirono varie dominazioni.
Varazze primeggiava nelle arti e mestieri, specialmente nelle attività: cantieristica, marinara, commerciale, patron di barche, di reti, camalli di terra, di mare e anche cartari.
Casanova come già detto politicamente era formata da due paesi, ma geograficamente era composta da molte borgate.
I nuclei abitati che si erano svilluppati in modo disordinato, lungo le strade "mulattiere" più importanti e sul "piano" di S.Pietro, non avevano formato un unico paese. I vari borghi erano molto diversi tra loro e a volte litigiosi. Lungo il torrente "Teiro" non solo si formarono piccoli agglomerati, ma anche attività artigiane come molini, olivari, ferriere e in seguito cartiere, che favorite dallo svilluppo dell'industria cantieristica e commerciale di Varazze, portarono molto benessere agli abitanti e attirarono nobili famiglie genovesi.
La zona di S.Pietro era quella geograficamente più fortunata dal lato urbanistico ed è quella che si è maggiormente svilluppata. Gruppi di case si formarono anche a: "Villa Dato, Canà, Costa, Fossello,Quinno, S.Anna",ecc.
Furono così costruite due chiesette: S.Pietro e S.Sebastiano per servire tutto il paese, molto esteso e disarticolato. Quando poi vennero elletti due capellani, si fece una sommaria divisione del territorio e nacquero così contemporraneamente due paesi: Casanova Alta e Casanova Bassa.
Il paese era attraversato dalle strade più importanti del tempo, strade che collegavano Varazze col Sassello, Urbe, Piemonte e Lombardia.
La quasi totalità del legname per i cantieri navali di Varazze e anche per l'arsenale di Genova, passava per via Quinno, "la via del Legno" o anche "la via di pietra", perchè era tutta ciottolata. Lungo il suo percorso ci sono ancora i solchi lasciati sulle pietre dal passaggio delle slitte col legname, per secoli. Via Quinno aveva due diramazioni importanti: una passando da Faje, Alpicella, attraverso il monte Ermetta raggiugeva Piampaludo, Urbe e Sassello; l'altra da S.Bernardo scendeva a S.Anna, poi attraverso il ponte romano sul Maiegua (Pero), proseguendo per S.Martino raggiugeva il Piemonte e la Lombardia. Questa seconda era vitale per le attività artigiane lungo il Teiro.
Un'altra strada importante era la via Bianca, che passando dal colle di S.Donato, raggiungeva la Costa, la Canà e poi poteva proseguire sia per l'Ermetta, che per la Stella. Veniva preferita dai mulattieri per il trasporto delle merci verso il Piemonte e la Lombardia, principalmente il Sale, ma anche dai boveri, che trasportavano il legname per i cantieri navali, sulla via del rotorno.
I mestieri dei Casanovini erano forse i più vari di tutta Varazze. A Casanova Alta erano quasi tutti contadini e taglialegna; ma c'erano anche muratori, molinari, pastori, mediatori, commercianti, osti, ecc. A Casanova Bassa c'erano inoltre cartari, carpentieri, mastri d'ascia, calafatti, marinai, pescatori, fabbri, ecc. Se lo vogliamo catalogare come mestiere, c'erano anche molti religiosi.
Questa era la situazione politico-geografica del 1450, quando con la caduta di Costantinopoli era tramontato per sempre l'impero romano d'oriente, quando Cristoforo Colombo non aveva ancora scoperto l'America.
Il primo elenco di capi famiglia, sui libri di contabilità comunale, risale al 1470, ma non è ben diviso per territorio. Un elenco del 1480 invece
elenca tutti i capi famiglia secondo le varie frazioni, per ognuna delle quali c'è un responsabile, detto "collettore", che al pagamento della tassa (avaria) rilascia una ricevuta detta "apodisia".
Antiche famiglie di Casanova di Varazze II
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